Seduti, distanti, distratti, abissali.
Alla ricerca delle parole corrette.
Inermi, fermi, attenti, vuoti.
Senza parole, né gesti. Né sussulti o mutamenti.
Testardi, cocciuti, impossibili.
Punti d’incontro, punti di vista, punti e cicatrici.
Alla ricerca di certezze, incorrette.
Un sospiro, uno sguardo e poi il mare.
Profondi, audaci, disonesti.
Alla ricerca delle suture sulle nostre cicatrici.
Marginali, speranzosi, soli.
Nulla può farci male se teniamo salda la nostra corazza. Nulla ci distrugge, nulla ci affligge se lo sguardo rimane basta.
L’obiettivo, il percorso, lo scudo.
Alcune porte devono rimanere chiuse, alcune finestre socchiuse.
Ti guardo ma non ti vedo, ti vedo ma non ci sei.
Spenti, bui, sogni.
Il punto di partenza, il punto di arrivo.
Riparte il giro.
Vicini, parole, saluti.
L’estate, la foto, la reflex.
Nuovo giro, nuova ruota.
No pain no game.
Scorretti, bugiardi, malvagi.
Le cicatrici sono la scusa per non aprirci, le cicatrici sono solo un nuovo punto di partenza. Le lacrime non servono quando ciò che dovremmo solo fare è dire quello che proviamo. Ma cosa cazzo proviamo?
Non ci sono emozioni, non c’è dolcezza, non ci sono mani.
La passione nell’amore, l’amore nella passione.
Nuovo giro, nuovo tutto.

