Grandi arbusti

lago di Cecita – Parco Nazionale della Sila (Calabria) – ph Cicala

Nel lungo weekend dopo le dolci feste di abbuffate pasquali ho intrapreso il percorso verso la natura incontaminata, dove risiede l’aria pulita, priva di smog, inquinamento. Dove i pensieri si annidano tra le foglie che si muovono con il vento ed il suono dei ruscelli diventa una melodia. Privo di opere disastrose dell’uomo che invece, in quel determinato posto, coesistono allegramente tranne in piccoli passaggi nei quali l’ignoranza, ancora una volta, regna sovrana, gettando così scarti della loro gita giù per le strade e tra i boschi.

Parlo della Sila, che secondo l’etimologia vuol dire appunto “foresta”, ed è una vasta area montana dell’Italia meridionale, situata nella regione Calabria; arrivando ad un’altezza di 1.928 m (monte Botte Donato) e estendendosi per 150.000 ettari attraverso le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro.

La sua particolarità non risiede solo nel luogo, nella purezza, ma anche nella sua più antica storia essendo il più vecchio parco nazionale della Calabria tra i primi 5 nati in Italia, dove da icona sta il famoso Lupo della Sila, il quale si può vedere proprio nel parco nazionale della Sila di fronte all’immenso lago di Cecita. Inoltre, le prime testimonianze risalgono all’homo erectus situate sulle rive del lago Arvo in Lorica (altra località della Sila a circa 15 km da Camigliatello); quelle sul lago Cecita risultano dell’uomo di Neandertal, diciamo tra la fine del neolitico e l’inizio dell’età del rame. Rimasta al settore terziario per quanto riguarda l’agricoltura e la pesca, che preservano la bellezza e la naturalità del territorio, è un luogo incontaminato.

Ricca di boschi, foreste, altipiani richiama un clima di rilassamento e voglia di scoperta, dove la stanchezza la si dimentica alzando lo sguardo e scorgendo le ali di un falco, il profumo di primavera, un posto a sedere su una roccia. Questo è il bello delle aree protette dove la caccia ed ogni forma di abuso vengono eliminate per permettere agli animali e vegetali di non venir calpestati da chi non sa rinunciare al richiamo.

Tra il profumo delle grigliate, i colori della primavera o dell’autunno, ma anche il bianco candido dell’inverno, con le sue rigide nevicate che possono raggiungere anche i 2 metri di altezza e portare così la temperatura anche da -12 a -15 gradi. Famosa infatti per le sue piste da sci, così come per il monte Pollino (Basilicata).

La vegetazione del territorio è vasta e cambia in base ai livelli di altitudine che in poco tempo si raggiungono soprattutto grazie a due fattori quali il clima mediterraneo e la distanza dal mare. Sono, perciò, presenti: quercia di varie specie, abete (anche bianco), pino laricio (chiamato anche pino silano), castagno, faggio, ecc ed inoltre nei periodi autunnali si possono trovare grandi quantità di funghi porcini (da provare le pietanze), ma la scoperta degli animali come: caprioli, cervi, scoiattoli, falchi, aquile, lupi, lepri è sempre piacevole. Essenziale, piacevole, dolce, splendida, così come percorrendo le vie di Camigliatello Silano, piccolo paesino ricco di hotel, b&b, agriturismi, ristoranti. Ciò che mi ha colpito di più è stata la sua pulizia, nonostante l’abbondante afflusso di turisti, l’ho trovato un paesino pulito con i suoi abitanti socievoli, per non parlare del buon cibo. Nei vari negozietti del posto si possono acquistare prodotti non conosciuti prima, tipo: il miele al pistacchio, la crema di castagne, le varie marmellate con zenzero, cedro, bergamotto, fragole, arance; i tanti tipi di salumi caserecci, per non parlare dei formaggi da provare assolutamente! I sott’oli, le carni, le verdure. Insomma un posto fatto apposta per i più golosi con prezzi accessibili a tutti.

Un’esperienza unica che ti fa chiudere gli occhi e pregare di non dimenticare nulla, tra una fotografia ed un’altra, un morso al panino, un giro con l’asino o con il cavallo, c’è da perdersi e ritrovarsi sempre e comunque lì. Scoprire la natura, riscoprire sé stessi.

Dove la natura fa da tetto alle emozioni, le conserva, le imprigiona e ne fa uscire poi capolavori.

Un piccolo paradiso. Vicino al cuore.

Il cambiamento climatico è sempre più visibile, sempre più reale ed anche, finalmente, le istituzioni mondiali iniziano a prendere sul serio la faccenda, comprendendo che le risorse sono scarse e l’unica che può salvarci è proprio colei che abbiamo maltrattato: la nostra madre terra.

Perciò vi invito a cercare un posto dove mettervi in mezzo ad essa a rilassarvi e cercare di capirla. Le abbiamo fatto del male, noi figli suoi, è ora di rimboccarsi le maniche ed aiutare nel miglior modo possibile per risollevare e ridarle ciò che le abbiamo tolto.

Temporali, alluvioni, terremoti, tzunami, grandinate, nevicate sono diverse da prima, sono più severe, fanno più paura ed il motivo principale è perché il cambiamento climatico ESISTE.

Concludo con l’invitarvi perciò all’approfondimento del tema, in questo periodo a Milano presso il Museo di storia naturale si tiene la mostra sugli effetti del cambiamento climatico promossa dal National Geographic; è avvenuta anche a Roma a marzo da parte del Greenpeace, per chi volesse conoscere di più, informarsi e dare un contributo ed inoltre, ne avesse la possibilità, vi invito a farlo.

Mary (capriolo) – Parco Nazionale della Sila

Conoscere per imparare dai nostri errori.

Io andrò presto. Vi tengo aggiornati.

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