Oscilla-menti

Sveglia alle luci dell’alba, c’è ancora la brina posata sulle foglie e l’aria è fredda. La temperatura segna 7 gradi, il sole deve ancora sorgere e c’è ancora un po’ di silenzio. La città si sta svegliando e sono tutti pronti a correre, magari ancora assonnati ma pronti per il lunedì. Che poi si sa: il lunedì è come una doccia fredda ogni volta.

Ancora una volta “tutti in carrozza”, si parte.

Le valigie sono chiuse, le cuffie inserite, i saluti ormai un ricordo. Ardenti rotaie scorrono sui binari, “benvenuti a bordo” dice l’altoparlante. Sospiro. Ancora una volta, eh già, pronta ad attraversare l’Italia, a cercare un futuro, a cercare me stessa.

Non più un’avventura, la vita lo è sempre; un punto di partenza forse? Neanche. Passo dopo passo, biglietto sempre al cospetto e voglia di realizzarsi ormai aggrinzita come la camicia nella mia valigia.

La dura legge dei mortali, sempre alla ricerca della felicità. Che poi cos’è la felicità? Dopo che hai abbracciato tua madre, “ci vediamo presto” hai detto. Come puoi chiamarla felicità. Cresci tu, cresce lei. Ancora .. un altro saluto.

Troppi anni lontana da casa, dalla famiglia, dagli amici, dai miei cani e dai miei gatti, allontanarmi da loro è sempre una coltellata al cuore. Non dimenticatemi, torno, torno presto.

Un sacrificio costante, una morsa allo stomaco, il nodo alla gola.. il mio eterno venerdì santo. Ancora una volta.

Circa 1000 km, circa 1000 pensieri, circa 1000 saluti.

L’abbraccio prima di dormire, l’abbraccio prima di partire.

Le troppe mancanze. Le troppe assenze. Le candeline spente. Le feste attese.

E come canta Brunori sas, artista dei miei tempi: “.. con la metropoli che ancora incanta e la provincia chiusa agli anni ’80, l’Italia sventola Bandiera Bianca, e canta”.

Gli ulivi della mia terra che si scuotano al passaggio del treno come se salutassero i passanti, i viaggiatori perduti e persi. Un uccello cattura la mia attenzione, sfida il treno battendo le ali a più non posso, movimenti rapidi e veloci ma lo fanno anche le rotaie, con una velocità disarmante. Arrivederci anche a te.

Tutto ciò che manca a questa terra martoriata è rinchiusa dentro questo cuore piangente, lotterei per te, lotterò per te, per il paesaggio unico e inimitabile, per il canto del cuculo e la serenata della cicala, per gli alberi di ciliegio e quelli di ulivo; per il lilla di mia madre che anche nei pensieri ha sempre un buonissimo profumo.

Lotterò per il mare che fa scivolare via i brutti pensieri ed unisce amicizie di una vita ancora una volta.

Lotterò per ripulire il mondo dalla plastica e non solo. Lotterò per il futuro.

Per adesso.. ancora un viaggio, ancora una speranza.

Non lasciateci andar via, trattenete questi cuori riposti nelle valigie, gli occhi socchiusi lanciati al cielo e la speranza di non dover più guardare da un finestrino con dolore.

Eternamente fuori sede ma alla continua ricerca del mio posto nel mondo.

Un pensiero riguardo “Oscilla-menti

  1. È un testo meraviglioso, complimenti a te che dopo tutte queste bellissime frasi sarai sempre un passo avanti a tutti coloro che sicuramente non danno peso a nulla, con la tua forza la tua immaginazione e la tua spettacolare, quasi magica, voglia di rivivere nei tuoi ricordi avendo coscienza che forse crescendo li stiamo smarrendo passo dopo passo.. pronta ad affrontare tutti gli ostacoli che la vita può metterci davanti.. Sei fonte di ispirazione, spero che leggano in molti quello che scrivi perché fai rinascere emozioni che forse le persone credono di aver perduto, o che fanno finta di dimenticare. La tua morale che colgo è questa “Noi siamo amanti della nostra terra e solo una cosa può allontanarci da essa, il futuro che scegliamo”. Chapeu.

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