Di fronte al mare..

Se c’è una cosa che so per certo è che non si può non amare il mare.

Alessandro Baricco ha scritto un libro, un intero libro dedicato ad esso: “Oceano mare” e per chi non l’avesse ancora letto, vi invito a farlo.

Per molti il mare è una sorta di valigia da portarsi dietro quando si parte, o la meta di una vacanza nella quale consumare le intere energie di un’estate messe da parte dall’anno prima. Sarà l’estate perfetta, l’anno di svolta!

E’ il luogo dei lunghi baci, delle grosse risate, degli emozionanti falò. E’ il posto in cui le famiglie si riuniscono, le amiche si abbronzano e si può giocare a tutto ciò che si vuole.. sotto al sole cocente, sotto al cielo stellato con le sue stelle cadenti la sera di san Lorenzo o i fuochi d’artificio la sera di San Marco.

Pensare e scrivere.. partire da qualcosa come: Di fronte al mare.. ed avere la melodia delle onde tra i ricordi, la conchiglia appoggiata all’orecchio che poi come fa una conchiglia a contenere tutto quel suono? Che poi come fa il cuore ogni volta a lasciarlo li, immerso nel blu, nel verde, tra uno scoglio ed un sasso, sulla spiaggia deserta dove vai per leggerti un libro o restare da sola. Di fronte al mare, però, non c’è solitudine, è come un raduno tra te ed mondo circostante.

In fondo al mar.. in fondo al mar, perché non puoi non pensare alla sirenetta Ariel ed al suo amico Sebastian, quando pensi alla profondità che c’è dentro ed alla congiunzione con ciò che è dentro di te. Restiamo insieme. Nulla andrà storto. Tendimi la mano, avvolgimi e sostienimi quando penserò di cadere. Che poi Di fronte al mare siamo tutti un po’ bambini.. con quel desiderio di diventare sirene, di respirare sott’acqua, di parlare coi pesci, di nuotare con loro.

Di fronte al mare, i pensieri diventano idee, le emozioni diventano punti di partenza, i sorrisi diventano legami, le lacrime si dissolvono nell’acqua già salata e solo gli abitanti di Atlantide sentono il tuo dolore e per renderti felice ti restituiscono il mare e ti regalano il tramonto. Un tramonto con vista mare, da qui non puoi scappare. E scatti la tua fotografia. Pesci, gabbiani, tartarughe, conchiglie.. ed oggi direi anche plastica.

Perché distruggere una cosa così preziosa? Perché distruggere la porta del paradiso? Tutto ha inizio con il mare, (A)mare. Ti fai il bagno, ti tuffi, prendi il sole, giochi, scherzi, balli, canti.. passami la crema solare, Mari! Una volta andato via, ti guardi indietro e scatti un’altra foto.. domani tornerò dici, ma punta gli occhi più in basso, guardati intorno, non vedi cosa state lasciando? Spazzatura, immondizia. Ok avere sete e bere l’acqua, bravi tutti fa bene idratarvi soprattutto sotto al sole, se non vuoi rischiare un’insolazione, ma DIAMINE non gettate tutto lì. Non è la pattumiera del mondo.

Domani tornerai e pensi di trovare di nuovo il giardino dell’Eden o la spiaggia di detriti e relitti che hai seminato dietro di te?

Mi guardo intorno e non posso non notare il marciume devastante che lascia dentro me un senso di inadeguatezza, un senso di vuoto e di sporcizia. Non sono stata io, sono ambientalista, ma come diavolo faccio a spiegare agli altri che è sbagliato? Che per non distruggere il mondo bastano piccoli singoli gesti di puro amore. Tira su la carta, la bottiglie, la cannuccia (maledette cannucce)!

Dicevamo, di fronte al mare.. la felicità è una cosa semplice. Cerca di fare in modo che sia sempre così e come diceva Baricco:
“Perché un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte.” 

Buona fortuna profondo blu. Io sono dalla tua parte.

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